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Friday 28th of July 2017

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agricoltura biologica

Le produzioni biologiche sono le manifestazioni più evidenti di un nuovo modo di fare agricoltura, più attento ai possibili effetti negativi sulla salute dell'uomo e sull'ambiente.
Possiamo definire l'agricoltura biologica come "quell'insieme di tecniche agronomiche fondate sulle naturali interazioni tra organismi viventi, pedoclima e azione dell'uomo e che escludono l'impiego di prodotti chimici di sintesi."
Si tratta di un sistema produttivo spesso assai sofisticato, che mette al primo posto non la produzione fine a se stessa (produrre più possibile), ma la produttività nella salvaguardia della salute dell'uomo e dell'ambiente in cui vive.
Nata ad inizio secolo più con connotati filosofici e ideali che come tecnica agronomica a se stante, l'agricoltura biologica è passata in questi ultimi anni da fenomeno d'élite a movimento di massa: sono sempre di più gli agricoltori che scelgono questo modello produttivo per le loro aziende.
Non esiste un'unica scuola del biologico alla quale fare riferimento; le diverse impostazioni, comunque, sono basate su una serie di criteri comuni.
Semplificando si può dire che nell’agricoltura biologica vigono i seguenti principi:
a) Rispettare l’equilibrio tra piante, insetti, funghi, animali, uomo ed ambiente.
b) La fertilità del suolo è mantenuta (o aumentata) mediante:
• adeguate rotazioni;
• uso di letame o altra sostanza organica;
• tecniche del sovescio, dell’inerbimento, delle lavorazioni minime o, comunque, rispettose della vita del terreno;
• materiale compostato; ecc.
c) il controllo degli insetti dannosi è attuato con:
• coltivazione di cultivar resistenti;
• Ricorso ai naturali predatori dei fitofagi;
• Lancio di maschi sterili;
• Cattura massale;
• Confusione sessuale;
• Uso di batteri e virus letali per i parassiti;
• Impiego di insetticidi naturali;
• Utilizzo di estratti e macerati vegetali;
• Creazione di ambienti semi-naturali;
• Adeguate pratiche agronomiche (concimazioni, potature, ecc.).
d) il controllo dei parassiti vegetali è attuato con:
• Coltivazione di cultivar resistenti;
• Uso di sostanze naturali caratterizzate da bassissima o nulla tossicità verso l'uomo (zolfo, rame, carbonato di calcio, propoli, ecc.);
• Adeguate pratiche agronomiche (forma d'allevamento, potature, ecc.).
e) il controllo delle infestanti avviene anche tramite:
• Lavorazioni del terreno adeguate; - Sfalcio in prefioritura;
• Pascolo;
• Pirodiserbo; - ecc.
Nella seconda metà di questo secolo, l'agricoltura ha subito mutamenti più profondi e radicali di quanto non fosse avvenuto nei secoli precedenti.
La logica della massima produzione, le tecnologie sempre più sofisticate, la drastica riduzione e spesso la scomparsa della civiltà rurale hanno determinato l'industrializzazione dell'agricoltura.
È cresciuto così l'impatto ambientale e sociale dell'attività agricola, che era sempre stata custode di equilibri biologici e culturali.
La drastica riduzione della sostanza organica, la riduzione dell'attività biologica ed il progres-sivo isterilimento dei suoli,
l'erosione dei terreni declivi, l'abbassamento delle falde,
la quasi scomparsa delle varietà locali e della diversità biologica,
l'appiattimento del paesaggio, l'esplosione di nuove malattie sempre più virulente e meno controllabili,
la subordinazione dell'agricoltura alle scelte dell'industria e del grande commercio, l'espropriazione di una cultura e di conoscenze millenarie...
sono solo alcune delle conseguenze registrate in questi ultimi cinque decenni.
L'agricoltura biologica non è un'agricoltura di sostituzione, in cui al posto di un prodotto chimico di sintesi si utilizza un prodotto naturale, ma è il tentativo di ristabilire equilibri compromessi per dare un futuro alle nuove generazioni.
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